1. E lui disse, “Chiunque trova l’interpretazione di queste parole non conoscerà la morte”.
L’ignoranza lega l’individuo al ciclo delle rinascite e delle morti. Soltanto ritrovando la propria vera Natura e allineandosi con Essa è possibile interrompere la spirale discendente della continua reincarnazione nell’universo della materia fisica. Nel testo, l’espressione “non conoscerà la morte”, va interpretata come “non si reincarnerà più”, ovvero non dovrà più rinascere tot volte per morire (fisicamente) altrettante.
2. Gesù disse, “Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno turbati. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.”
La mente ha la tendenza a identificarsi con il corpo fisico e a considerare gli oggetti dei sensi come dotati di esistenza assoluta. Questo causa all’individuo l’annegamento nell’oceano agitato della dualità piacere/sofferenza. Non vi è nulla di sbagliato nel godere dei piaceri della vita terrena. Chi commette un vero suicidio è in realtà colui che considera tali piaceri come assoluti e vi si attacca morbosamente, cadendo nella disperazione quando questi piaceri, per loro stessa natura, inevitabilmente terminano. La mente oppone sempre forti resistenze quando si tenta di distoglierla dalle sue convinzioni e dai suoi attaccamenti. Qui nasce la fatica della ricerca e il turbamento della scoperta. La scoperta che ciò che sembrava reale non lo è e viceversa. Al turbamento segue lo stupore nel rendersi conto di quanto facilmente si è stati ingannati dalla propria stessa mente. Allo stupore segue la Liberazione, cioè l’uscita dal tunnel della dualità.


















